Il piede rivela la nostra salute

La prima puntata della mia rubrica su Whybiomag la voglio dedicare ai piedi: due parti del corpo che percepiamo come molto lontane da noi, spesso rinchiuse tutto il giorno nelle scarpe, a volte nemmeno troppo comode.

Eppure hanno un’importanza enorme e sono connessi strettamente al cervello, dandogli informazioni riflesse di tutti gli organi e visceri del nostro corpo.

Mi occupo di occupo di tecniche massoterapiche da 25 anni, come se facessero già parte della mia cultura e del mio modo di essere.

Tutto è cominciato all’ospedale di Chiang Mai, in Thailandia, dove ho trascorso sei mesi indimenticabili della mia vita. Durante gli studi di varie tecniche, notai che mi venivano spesso date nozioni di reflessologia plantaremolto antiche, con mappe tecniche vecchie e poco precise.

Questo fu per me uno stimolo a informarmi maggiormente così, una volta tornato in Italia, mi documentari su vari testi e scelsi di frequentare la scuola triennale di reflessologia plantare di Milano.

In centinaia di anni le mappe si sono evolute a tal punto da essere molto precise, mettendo in evidenza anche le più piccole terminazioni nervose. La stimolazione dei punti è digitale (avviene con il pollice in maniera ritmica) e permette di percepire tensioni e rigidità, oppure morbidezza ed elasticità in base allo stato della persona che viene sottoposta al trattamento.

Ma il piede non ci dice come stiamo solo toccandolo: può bastare uno sguardo attento. Ha una sua storia “fisiognomica” che racconta attraverso la sua forma: le rughe, le pieghe, le pigmentazioni e i segni ci spiegano un sacco di cose sulla nostra salute.

La seduta riflessologica infatti inizia con un’attenta osservazione, per poi passare ad un’indagine tattile. Ogni individuo è diverso, e così lo sono i piedi, che rivelano le caratteristiche specifiche di quella particolare persona.

I piedi, come le mani, sono uno scalo ferroviario di canali energetici. Sull’alluce passano i canali di fegato e milza, sul secondo dito quello dello stomaco, sul quarto della cistifellea e sul quinto dito quello della vescica. In base alla loro forma, lunghezza e deformazioni possiamo già avere informazioni sullo stato energetico di alcuni nostri organi e visceri.

Fonte: http://www.whybiomag.it/2016/01/12/reflessologia-plantare-e-fisiognomica-del-piede-paolo-vaccaro/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=email_this&utm_source=email